Le buone abitudini del networking – Follow up

14 aprile 2017 at 09:06

 Paolo Mariola – National Director BNI Italia

Si parla sempre di più di networking. Quando veniamo invitati ad eventi (sia professionali che di altro genere) vediamo sempre più spesso la parola networking oppure la frase “opportunità di networking”.

Un’attività ormai diventata fondamentale per professionisti e imprenditori che negli ultimi anni si sono resi conto di quanto la rete di contatto e la profondità delle relazioni professionali siano delle vere e proprie leve strategiche per la loro attività.

Ma cosa rende il networking davvero efficace? La costanza, sicuramente.  Anche l’attitudine alle relazioni rappresenta un valore aggiunto. Gli elementi vincenti però che trasformano il networking in uno strumento indispensabile per l’aumento del giro d’affari sono le abitudini, anzi le buone abitudini. Nonostante il networking sia un’attività dinamica, tipica di persone sempre in movimento e connesse con il mondo esterno, si basa sulla corretta ripetizione di attività che hanno l’obiettivo di aumentare la sua efficacia ed efficienza.

Non pensiamo però ad una lista lunghissima, ad un elenco di attività infinito. Il networking si basa su poche abitudini, semplici da seguire. Nel corso dei prossimi mesi vedremo quali sono queste abitudini e alcuni esempi pratici per metterle in pratica al meglio. Partiamo quindi dalla fine. Sì, esattamente, dalla fine. In questo post infatti vedremo l’importanza del follow up. Molto spesso, quando si pensa al networking, ci si concentra solo sul singolo evento cercando di entrare in contatto con quante più persone possibili in sala o di ottenere l’attenzione di persone che conosciamo e con cui vogliamo approfondire la relazione professionale. In realtà una delle parti più importanti del networking è quella che arriva alla fine dell’evento, dopo lo scambio dei biglietti da visita e dei contatti e dopo la prima presentazione sulle rispettive attività: il follow up. Essere costanti nel follow up, farlo diventare una delle nostre abitudini al pari di portare sempre i biglietti da visita con sé, farà sì che il processo referenziale diventi più veloce e la relazione professionale più profonda. E chi meglio del massimo esperto mondiale di networking può darci dei preziosi consigli su come essere costanti e rendere questo processo una buona abitudine?

Durante l’International Networking Week Ivan Misner ha parlato del metodo 24/7/30. Non si tratta di una data, del 24 luglio 2030 ma di un metodo per il follow up basato su intervalli di tempo ben definiti che vi aiuteranno ad essere ricordati dalle persone che avete incontrato.

24 ore è l’intervallo di tempo massimo che deve trascorrere tra il primo incontro vis a vis e un primo contatto scritto. Questo contatto può avvenire in diversi modi. Potete usare un biglietto scritto a mano oppure una mail, in pratica qualsiasi metodo che usate con dimestichezza ma che avrà l’indubbio vantaggio di farvi diventare ricordabili per i vostri contatti.

7 giorni è invece il periodo di tempo per entrare in contatto sui social network. La maggior parte delle informazioni sulle persone con cui vogliamo entrare in contatto passano, si sa, dai social network. Quindi seguiamo i nostri contatti, chiediamo la connessione tramite LinkedIn. Potremo non soltanto restare in contatto ma anche e, soprattutto, capire di più sulla loro vita professionale (e non solo!).

Tutto qui? Certamente no! Dopo 30 giorni è il momento di passare nuovamente dall’online all’offline. Chiamate il vostro contatto per fissare un incontro in cui parlare delle vostre professionalità, capire le eventuali sinergie e trovare nuove opportunità di business reciproco.

Un metodo semplice quello del 24/7/30, che, come tutti i metodi semplici, si rivela efficace solo se non viene applicato come mezzo per concludere una vendita ma per costruire una relazione e aggiungendo due componenti fondamentali: la pazienza e la costanza.

Vuoi saperne di più sul metodo 24/7/30? Guarda il video di Ivan Misner

Valorizzare l’esperienza BNI con LinkedIn in 5 semplici passi

21 novembre 2016 at 19:04

Fabio De Vita – Social Selling Consultant e Assistant Director

Premessa

BNI è la più grande organizzazione al mondo di imprenditori e professionisti  che credono nel marketing referenziale come strumento di sviluppo dei propri  affari presente in oltre 64 paesi, 200.000+ membri in 7.500+ capitoli, in costante aumento.

LinkedIn è la più grande business community online, con oltre 450 milioni di iscritti al mondo, che cresce al ritmo di 2 nuovi utenti al secondo.

Per i membri BNI, con esperienza nel marketing referenziale, LinkedIn  può essere una grande opportunità di crescita, basta saper coniugare con successo il networking online con quello in presenza e viceversa.

Questo articolo vuole essere un aiuto a tutti i membri  e director che vogliono migliorare il proprio utilizzo di questo social network professionale, per valorizzare la loro esperienza BNI, fornendo una serie di consigli pratici da mettere in campo immediatamente.

Come inserire l’esperienza BNI in LinkedIn

Director:  La forma più appropriata è  aggiungere un’esperienza lavorativa. Se ricopri il ruolo in Region diverse,  il consiglio è quello indicare il ruolo di “Executive Director” nella esperienza lavorativa BNI e di utilizzare la sezione “Progetti” per specificare le tue attività nelle diverse Region.

Nell’esperienza lavorativa è possibile inserire un testo di 2.000 caratteri, in cui descrivere BNI e la propria attività, risultati raggiunti e altre informazioni utili.

E’ possibile anche inserire degli allegati come allegati documenti, video, presentazioni, foto dando valore e contesto all’esperienza.

Membro:  La forma più appropriata è quella di inserire un progetto “Capitolo BNI + Nome capitolo + Città” nella  esperienza lavorativa dell’azienda con il quale sei iscritto a BNI.

E se ricopro un ruolo all’interno del capitolo? Esiste la sezione ”Riconoscimenti e Premi”, in cui puoi inserire il ruolo ricoperto nel capitolo come “Presidente”, “Vice Presidente”, “Comitato dei Membri”, …

Nei “Progetti”  è possibile aggiungere persone, per cui un membro del capitolo potrebbe avere l’incarico di inserire tutti i partecipanti all’iniziativa nel progetto, rafforzando l’immagine del capitolo stesso insieme a quella dei membri.

Nei progetti è possibile inserire anche una descrizione ed il link al sito web del capitolo.

Possiamo inserire BNI anche nella sezione “Organizzazioni”, facilitando la nostra presenza nei risultati di ricerca per parola chiave, attraverso lo strumento di “Ricerca Avanzata” di LinkedIn.

Il network di relazioni LinkedIn

In BNI i membri vengono scelti per capacità professionali e valore del network di relazioni, anche perché nel marketing referenziale il nostro network è un valore importante su cui dobbiamo sempre lavorare, infatti nel manuale del membro ci è chiesto di mantenere una lista sempre aggiornata di 60 nomi.

Con LinkedIn, gestire il mio network di relazioni risulta semplice ed efficace.

E’ importante chiedere la connessione a tutte le persone che incontro durante la mia attività lavorativa e durante gli eventi BNI, compreso le riunioni di capitolo, perché mi permette di conoscere delle informazioni che con grande probabilità non trovo nel sito web aziendale.

In LinkedIn ognuno di noi può rendere visibile il proprio network, questo rende più facile chiedere nome e cognome delle persone che sto cercando o delle aziende alle persone giuste ottenendo referenze qualificate, perché queste facilmente saranno connesse a lui.

Conversazioni di Business con LinkedIn

LinkedIn, attraverso la funzione di messaggistica privata, mi permette di rimanere sempre in contatto con le mie connessioni e avviare in qualsiasi momento delle conversazioni di business.

Avere il mio network mappato su LinkedIn , mi permette di essere costantemente in contatto con le persone che mi interessano  e alle quali posso interessare,  avendo un canale di comunicazione professionale privilegiato.

I messaggi LinkedIn vengono letti 7 volte di più rispetto alle email. Fai mente locale e pensate a quanti messaggi LinkedIn ricevi rispetto alle email.

Consigli: Utilizza messaggi brevi, vai dritto al punto, cerca di avviare delle conversazioni  che poi si tramutino in telefonate o appuntamenti, familiarizzare con il proprio network è importante per ottenere dei risultati di business. Invita gli ospiti utilizzando i messaggi LInkedIn, sia in fase di core group che alle riunioni di capitolo.

Il messaggio implica di solito la visita al profilo del mittente, migliorando continuamente la tua visibilità e reputazione all’interno del tuo network.

Incontrare ogni settimana 40-80 qualificati imprenditori e professionisti disponibili ad ascoltarti e fare gioco di squadra non è da tutti, ogni volta che inviti un ospite ad una riunione, gli stai facendo un favore e creando delle opportunità.

Migliorare la nostra credibilità e ottenere il Profitto

Chiamale “Testimonianze” se lo preferisci  al termine “Raccomandazioni” utilizzato da LinkedIn,  ma sono elemento indispensabile nella vostra esperienza lavorativa per ottenere referenze.

Le testimonianze dei nostri clienti, partner, fornitori, colleghi ci permettono di diventare “influenti” invece che autoreferenziali.

Avere delle persone che parlano bene di noi ci permette di aumentare la nostra credibilità, ricordi il VCP Process? I 2 elementi per ottenere successo in BNI e nel mondo degli affari sono Visibilità (i 60 secondi, i 10 minuti), la Credibilità (azioni che mi rendono credibile ed autorevole) che poi si tramutano nell’ottenimento di buone referenze che mi permettono di ottenere il profitto.

Il modo migliore per ottenere referenze? Darle a mia volta!

Chiama le persone che ti sstimano e chiedi loro delle “Raccomandazioni” da inserire nel tuo profilo LinkedIn, daranno valore alla tua esperienza  e ti aiuteranno a rafforzare il tuo “professional branding”.

Conclusioni

Spero di esserti stato utile, se vuoi approfondire l’argomento mi trovi naturalmente su LinkedIn, invitami alla connessione con un messaggio personalizzato menzionando la lettura dell’articolo, ti accetterò volentieri nel mio network.

 

 

Dove finisce il mio tempo?

21 novembre 2016 at 18:51

Barbara Boaglio – National Training Team

In un articolo precedente (Non ho tempo!) vi ho chiesto di tenere conto del tempo che impiegate nelle varie attività, per una settimana.

Mi auguro siate stati spietati e sinceri. Spietati, come se aveste dovuto tenere i tempi di un vostro collaboratore e sinceri, inserendo tutte le attività anche quelle più banali. Dedichiamoci ora alla valutazione di quanto abbiamo scoperto, in quanto un’analisi senza la lettura critica dei dati è poco produttiva.

Io oggi affronterò alcuni temi che, nella mia esperienza, sono comuni a molti imprenditori. Ognuno avrà evidenziato delle voci caratteristiche del proprio lavoro e delle altre che, invece, sono in comune anche con imprenditori che operano in campi completamente diversi. Vediamone alcune:

  • Mail, quanto tempo avete dedicato alle mail? Si tratta di uno strumento di lavoro, che molto spesso si trasforma in un buco nero in cui viene risucchiato il nostro tempo.
  • Social, qualcuno si scandalizzerà, eppure anche gli imprenditori, a volte, trascorrono tempo sui social durante le ore lavorative.
  • Attività che non danno produzione, in particolare mi riferisco a tutte quelle attività che NON sono la produzione del vostro lavoro o che NON sono la ricerca di nuovi clienti. A cosa mi riferisco esattamente? Al tempo impiegato per risolvere problemi di cui dovrebbe occuparsi qualcun altro (collaboratori o consulenti), al tempo che utilizzate per fare attività che non vi competono ma vi riescono, anche se sono poco determinanti. Al tempo che investite nella necessità di avere sempre tutto sotto controllo. Comprendete che, soprattutto in questo punto, è fondamentale che siate stati spietati e sinceri.

Se siete stati indulgenti… tornate all’articolo precedente (Non ho tempo) e ricompilate l’analisi. Se, invece, siete certi di aver compiuto bene la raccolta dei dati, potete affrontare le due domande seguenti:

  1. Sommando il tempo dedicato alle tre attività precedenti in un’intera settimana, quale risultato avete?
  2. Quanto valete all’ora? Avevo pensato di scrivere “guadagnate”, poi, di questi tempi, alcuni imprenditori di valore guadagnano poco, quindi vi pongo la domanda in termini di valore. Ho compiuto una piccola ricerca per capire quanto vengano retribuite alcune professioni e il risultato dice che passiamo dai 35€ di un elettricista ai circa 50€ del commercialista ai 75€ degli ingegneri, ai 250€ di alcuni consulenti. Voi, quanto valete all’ora?

So che alcuni di noi considerano se stessi al di là del costo orario, vi chiedo di fidarvi e proseguire nella valutazione.

Ora facciamo due conti: moltiplicate il risultato del punto 1 per il punto 2 e otterrete il valore economico del tempo che utilizzate, in una settimana, per le attività di cui sopra. Segnatevi il risultato e poi moltiplicatelo per 4, avrete così il valore economico in un mese. Annotate anche questo risultato e poi moltiplicatelo per 11 (mesi), considerando che tali siano quelli lavorativi, al netto di feste, ponti e ferie.

I tre valori economici che avete ottenuto rispondono in parte alla domanda “Dove finisce il mio tempo?”. Si tratta di una prima analisi a cui è necessario far seguire delle azioni, lo scopo di questo articolo era rendervi evidente quanto costi il tempo che investiamo male.

Vi invito a scrivere al mio indirizzo email i tre valori economici, insieme a un sogno: come impieghereste la terza cifra (quella degli 11 mesi, per intenderci) se la vinceste alla lotteria e poteste spenderla solo investendo in qualcosa che riguarda voi, la vostra famiglia o le vostre passioni e non per la vostra azienda?

Vi auguro grandi sogni!

L’ombrellone: i 5 sensi del Networking

8 luglio 2016 at 11:07

Salvatore Licata, Coach e Director BNI

In quest’articolo il protagonista è un oggetto fondamentale per le relazioni informali: l’ombrellone.

Descriverò come un ombrellone possa essere utilizzato per allontanare o avvicinare “altri”, soggetti della normale quotidianità, sconosciuti non identificabili con ruoli e cariche sociali. “Altri” generalizzati, secondo Mead, persone da incontrare nei modi più disparati e divertenti.

Come possiamo definire l’ombrellone un luogo di educazione e palestra di talenti? Come l’ombrellone può far rivivere un equilibrio tra i 5 sensi attraverso la relazione con gli altri? Ipotizziamo le seguenti possibilità:

1. Ombrellone del mattino in Famiglia. Tra spazio bimbi, neo-mamme e papà. Un contesto di confronto sulla costruzione di identità famigliare. E, per chi ha la fortuna di avere ancora genitori-nonni, l’importanza dei legami e degli affetti primari.

2. Ombrellone del pomeriggio tra giovani. I primi amori e le prime esperienze sentimentali del dopo pranzo per tracciare una crescita di identità di genere. Magari senza ritrovarsi da soli in compagnia del telefonino. Prova, sperimenta, cresci. Oltre all’uso del tatto “informatico” e della vista da whatsapp esercitati nella vita di contatto reale e diretto. Pelle, sale ed abbronzante. “Sapore di mare, sapore di sale, sapore di te!”

3. Ombrellone della sera-aperitivo da spiaggia. È il modo di riprendere contatti del passato per alimentare la memoria a lungo termine senza la “nudità” da costume da bagno delle due fasi precedenti. È un modo per fare nuove conoscenze, in molti casi relazioni estive che possono costruire il nostro futuro. Quanti amori nascono sotto l’ombrellone? Uno spritz in compagnia è la miglior gioia che ci sia!

Tre diverse tipologie di vita sotto l’ombrellone per divertirsi e comprendere quali e quante sono le possibilità di giocare una relazione.

Nell’estate del 2013, per la formazione di un imprenditore che seguo per sviluppo life&business, ho assegnato il compito di relazionarsi con altre persone in spiaggia. Perché?

Perché viveva lo spazio estivo al di fuori del ruolo e quindi al di fuori delle relazioni con le altre persone, in quanto non finalizzate.

È rientrato da quella vacanza avendo capito quali e quante possibilità una spiaggia possa riservare per crescere. Crescere parlando con le persone più diverse, crescere senza finalizzare la relazione a un bisogno personale, crescere ascoltando le storie degli altri.

L’imprenditore, al termine dell’estate, ha trovato giovamento sul piano personale e professionale. Dopo aver effettuato questo esercizio si è reso conto di quanto possa essere bello, divertente e appassionante non utilizzare le relazioni solo per vendere dei prodotti ma per conoscere e comprendere le persone.

Dato che la vita è unica, dovunque tu sia il mio augurio è di trascorrere un’estate spensierata non finalizzata, in famiglia, con gli affetti e soprattutto di riuscire a riappropriarti del tuo tempo. Tempo per vivere, tempo per godere, tempo per conoscere, tempo per sentire. A te che sei sotto quest’ombrellone dico: “goditi ogni istante, perché traccerà per sempre il tuo futuro e il tuo equilibrio affettivo, con una memoria visiva, olfattiva, tattile, uditiva e di grande gusto”.

 

Quest’articolo è tratto dal libro “Riparti da Te” AB Editore Milano 2015

17 errori da evitare quando si fa Networking

8 luglio 2016 at 10:58

Luca Ferrario – Executive Director e National Training Team BNI

Fare networking non significa bere un drink ad un aperitivo parlando della propria carriera!

E nemmeno significa distribuire biglietti da visita a raffica!

Non è sufficiente avere la connessione con qualcuno su LinkedIn, senza aver avuto la giusta introduzione e operare i corretti follow-up.

Per fare il corretto networking bisogna:

  • Dedicare tempo ed energie
  • Fare i “compiti a casa”
  • Uscire dalla propria zona di comfort
  • Ed evitare i seguenti principali errori
  1. L’ABITO CONTA: che lo si voglia o meno, la gente si fa un’impressione di noi da come siamo vestiti. Prima che si possa “impressionare” l’interlocutore con le nostre abilità, è necessario proiettare la giusta immagina di se e utilizzare il corretto linguaggio del corpo.
  2. NON “SCARTARE” LE PERSONE CHE NON SEMBRANO IMPORTANTI A PRIMA VISTA: non possiamo avere idea di chi conoscano e di chi siano le loro connessioni! Potrebbero avere il contatto giusto per noi o il nostro business.
  3. NON ASPETTARSI DI OTTENERE (IMMEDIATAMENTE) LAVORO: fare networking ha lo scopo di costruire relazioni con le persone. Non entrare in modalità vendita: il rischio che SI venga rifiutati è molto alto… e non sapremo mai cosa ci saremo persi.
  4. NON ESSERE DISINFORMATO: un minimo di conoscenze generali aiuta. Se non si sa nulla di un certo argomento è meglio stare zitti, piuttosto che dire banalità o inesattezze. Informiamoci e poi parliamo.
  5. NON DIMENTICARE I BIGLIETTI DA VISITA (E DIRE CHE SONO IN RISTAMPA): il biglietto da visita è l’immagine che in quel momento fornisci di te stesso e della tuia azienda. Non presentare biglietti economici e di bassa qualità!
  6. NON COLLEZIONARE BIGLIETTI (COME FARESTI COI FRANCOBOLLI): non serve a nulla avere centinaia di biglietti da visita se non si fa nessun follow-up dopo. Il mio primo consiglio è di annotare sul retro del biglietto da visita dove e quando hai incontrato quella persone, di cosa avete parlato ed eventuale follow-up / invito all’azione.
  7. NON PENSARE SOLO A TE STESSO: chiunque faccia networking ha bisogno di qualcosa. Il Networking può essere descritto come il processo di interazione con l’altro impegnandosi in supporto e aiuto reciproco. Se si riconosciuti come una persona che è disponibile a “dare”, le altre persone saranno più propense a ricordarsi di noi e a ricambiare quello che facciamo per loro.  È il presupposto della filosofia “givers gain”.
  8. NON ESSERE VAGO: se nemmeno noi sappiamo cosa vogliamo, come potranno esserci d’aiuto gli altri? Una conversazione specifica produrrà un efficace follow-up.
  9. NON PUNTARE TROPPO IN ALTO: è più efficace connettersi con le persone al proprio livello e poi “salire”, piuttosto che sperare di connettersi immediatamente con le persone migliori / di riferimento nel proprio settore.  Il diritto di connettersi non è basato sulla mancanza o necessità, ma va guadagnato sul campo con la propria reputazione.
  10. NON INTROMETTERSI A “GAMBA TESA” IN DISCUSSIONI ALTRI: cerca gruppi “aperti” di 2 o 3 persone e verifica che ci sia lo spazio fisico per inserirsi.  Chiedi sempre di poter partecipare alla conversazione, viceversa potresti non essere ben accetto o la conversazione potrebbe terminare molto rapidamente.
  11. NON MENTIRE (o INGIGANTIRE): chi sei, ciò che fai, cosa potresti fare perché se prometti qualcosa che non sei in grado di mantenere, ne va della tua credibilità.
  12. NON MONOPOLIZZARE IL TEMPO DEL TUO INTEROCUTORE: a meno che l’altra persona sembri sinceramente interessata e impegnata nella conversazione. Dopo l’introduzione di te stesso chiacchiera per qualche minuto, ringrazia la persona per il loro tempo che ti ha dedicato, scambiatevi il biglietto da visita, stringetevi la mano e verifica se c’è l’interesse ad organizzate un successivo approfondimento/follow-up.
  13. NON DIMENTICARE FARE IL FOLLOW UP: in primo luogo scrivi una nota / email di ringraziamento ai tuoi nuovi contatti e in secondo luogo fissa un incontro di approfondimento con loro (One-to-One).
  14. NON APPROCCIARE IL FOLLOW-UP CON L’OBIETTIVO DI VENDERE IL TUO PRODOTTO / SERVIZIO, MA CON LO SCOPO DI COSTRUIRE LA RELAZIONE: prima di chiedere al tuo interlocutore di fare qualcosa per te, è assolutamente necessario che ne conquisti la fiducia. Fai riferimento al vostro primo incontro e offriti di fare tu qualcosa per lui: sarà il primo passo per conquistarne la fiducia. Il mio secondo suggerimento personale: presentati al follow-up con un argomento, contatto, notizia di giornale/web che possa interessare il tuo interlocutore.
  15. NON CHIEDERE TROPPO: è difficile che qualcuno conosciuto brevemente ci introduca all’Amministratore Delegato / Responsabile Acquisti… di una certa azienda. È necessario sviluppare la relazione prima, e poi si può chiedere il giusto contato per noi.
  16. NON ABUSARE O MALTRATTARE IL PROPRIO NETWORK DI CONTATTI: Se qualcuno ci dà il permesso di usarlo come riferimento, non metterlo in una posizione scomoda, altrimenti si pentirà di averci promosso e non lo farà più. Inoltre prima di spendere il nome del tuo contatto è opportuno assicurarsi che abbia una buona reputazione nell’azienda e/o nel settore di riferimento; viceversa potrebbe funzionare contro di noi.
  17. NON DIMENTICARE DI RINGRAZIARE I TUOI CONTATTI: a prescindere che la loro segnalazione ci sia di aiuto o meno, bisogna sempre ringraziare che si è prodigato per noi. Se non doveste farlo, non stupitevi se la prossima volta che avete bisogno di un favore diranno che non possono aiutarvi.

A quanti punti hai risposto SI?

Evidenziali e decidi da quale partire subito con l’approccio corretto.

Crea un tuo piano d’azione per non commettere più alcun errore nella tua strategia di networking

 

Aumentare la profittabilità

20 aprile 2016 at 11:47

Come monitorare la qualità dei contatti di business che ricevo

Luca Ferrario – Executive Director

Il passaparola più o meno metodico e ricorrente è una delle fonti che utilizziamo per sviluppare il nostro business.

Per quanto mi riguarda il “passaparola strutturato, positivo e professionale” è stato fondamentale nella costruzione del mio portafoglio clienti come promotore finanziario (pf).

Ho iniziato a svolgere l’attività di pf a settembre del 1999 e da dicembre 2003 sino a dicembre 2012 ho fatto parte del Capitolo BNI Centrale, prima, e BNI Villa Litta, poi.

Oggi posso affermare che 3/4 del mio portafoglio e la ricerca & sviluppo di nuovi clienti è frutto del passaparola professionale, che mettevo in pratica nei meeting settimanali dove lavoravo con al tri 30/40 imprenditori.

Nel corso di questi 9 anni mi sono chiesto come monitorare i risultati per capire se l’investimento di tempo e denaro producesse risultati soddisfacenti.

Per questo motivo ho messo a punto una semplice tabella che compilo su base trimestrale e alla fine della stessa esprimo una mia valutazione sui risultati ottenuti.

Nell’ultima parte individuo nuove azioni e/o correttivi per avere risultati migliori nel prossimo trimestre.

Funziona.

E come diceva quel tale……. “provare per credere!

Scarica il Modulo Analisi Contatti di Business

www.lucaferrario.it

 

 

Non ho tempo…!

20 aprile 2016 at 11:10

Barbara Boaglio – National Training Team

Quando incontri qualcuno che non vedi da qualche giorno, normalmente lo saluti e poi gli chiedi: “Come va?”, una saggia amica un giorno mi consigliò di rispondere sempre “Bene”, perché fai contento l’amico e scontento il nemico.

La vera questione è che, nella maggior parte dei casi, siamo poco interessati a sapere davvero come va, più che altro è una convenzione. Ci sono molte frasi fatte che usiamo quasi quotidianamente. Un’altra che mi capita di sentire spesso è “Non ho tempo”. Non ho tempo di andare, di fare, di vedere, di leggere. La risposta, piuttosto scontata, che capita di sentire è “Se fosse importante, troveresti il tempo”.

Sono poco convinta di questa replica, mi sembra un pacchetto preconfezionato pronto a contenere qualunque cosa, dalla briciola all’elefante senza pensare che un elefante, lì dentro, non ci entrerebbe mai.

Parlando di business, ci sono azioni che potrebbero avere un grande impatto sui nostri affari e che invece continuiamo a non mettere in atto, soprattutto per mancanza di tempo. Incontrare una persona che potrebbe conoscere il nostro cliente ideale, stringere un’alleanza con qualcuno che ha il nostro stesso target market senza essere concorrente, analizzare le statistiche per vedere chi non sta più acquistando da noi.

Se capita anche a voi di avere idee su come migliorare la vostra azienda e vi sembra che il tempo fugga, voglio condividere una strategia: guardate la vostra settimana lavorativa, provate a tenerne traccia. Prendete un block notes e una biro e portateli sempre con voi, oppure annotate sulle note del vostro smartphone e segnatevi le attività e, a grandi linee, la durata. Dopo una settimana guardate il report.

Al primo sguardo tutto vi sembrerà indispensabile, allora provate a guardare con occhi diversi, a pensare in termini economici: quanto producono effettivamente quelle azioni? Quale effetto si produrrebbe, nel lungo periodo, se sostituiste quelle azioni con altre che siano in linea con i vostri obiettivi, con il programma strategico che avete pensato?

Il trucco vero ha poco a che fare con il modificare completamente la nostra vita. Ha molto a che spartire, invece, con il sostituire qualcosa che produce poco valore, con qualcosa che può produrne molto, investendo il vostro tempo. Fate i cambiamenti un po’ per volta, magari alternando le sostituzioni e inserendo un’attività lavorativa e una che riguarda la vostra sfera personale.

Si dice che ci vogliano 28 giorni per cambiare un’abitudine, datevi il tempo e resistete.