Passaparola…sulla pagina scritta

13 giugno 2018 at 10:21

Paolo Mariola, National Director BNI Italia

Quando si parla di passaparola la mente pensa immediatamente a parole che, senza un supporto fisico, volano da una parte all’altra. Quando si parla di BNI, o più in generale di referral marketing, ecco che invece la mente vede sempre delle parole volare da una parte all’altra, ma stavolta in un modo completamente diverso, come se seguissero una rotta ben precisa. O come uno stormo di uccelli che sa esattamente dove andare, quale direzione prendere e quali sono gli ostacoli (o le interferenze in questo caso) che andrà ad incontrare (e come schivarli).

E in Italia di BNI e di passaparola strutturato se ne parla da tanti anni, ormai ben 15, e forse era arrivato il momento, dopo tanto parlare, di iniziare a raccontare BNI, il referral marketing e tutto quello che è successo da quando queste parole sono diventate sempre più comuni e da quando sempre più voci, e non solo la mia, hanno iniziato a parlare quella che Ivan Misner chiamerebbe la stessa lingua, ossia quelle delle referenze.

Una sorta di lessico familiare, che unisce sempre più imprenditori e professionisti nello scambio di business e di referenze grazie alle relazioni.

È stata questa consapevolezza che mi ha portato, quando Andrea Colombo poco più di un anno fa mi ha proposto di scrivere un libro sul referral marketing ad accettare di calarmi nei panni dello scrittore, attività sicuramente molto lontana da tutti le mie attività presenti e passate.

Di referral marketing infatti ho sempre sentito parlare, ne ho sempre parlato nella mia attività in BNI e come relatore a conferenze e seminari specifici sul tema.

Parlare però di referral marketing puramente ed esclusivamente all’italiana è stata un’esperienza completamente nuova e diversa, un’esperienza in cui non ho voluto essere da solo. Così come il passaparola e il referral marketing esistono solo perché sono fenomeni che riguardano persone allo stesso modo, un libro che parlava di referral marketing in Italia non poteva essere un monologo o un dialogo. Non poteva che essere un coro di persone, ognuna con la sua esperienza lavorativa, personale, di vita, di scambio con l’altro.

Per questo oltre alle voci dei miei co-autori (Andrea Colombo e Irene Alleruzzo) ho avuto il piacere di parlare di referral marketing con tante altre persone: Massimo Folador (già autore di tanti libri di successo tra cui L’organizzazione perfetta), Sergio Borra (CEO di Dale Carnegie), Laura Hurren, James Sanderson (miei co-National Director) e Charlie Lawson (National Director BNI Uk) che hanno raccontato la loro esperienza oltremanica e Mike Macedonio (Founder Asentiv) quella oltreoceano.

Ma soprattutto tante sono le state le voci di Membri BNI, Director o comunque di tante altre persone che hanno cambiato la loro vita grazie al passaparola strutturato, alla forza del gruppo e alla collaborazione quale nuovo paradigma economico.

Si dice che quando si finisce di scrivere un libro però non sempre ci si ricorda perché si è iniziato. Ebbene, quel venerdì 11 Maggio in cui ho preso per la prima volta in mano il volume finito, per presentarlo alla Conferenza Nazionale BNI Italia, la mia sensazione è stata invece totalmente diversa.

Se durante la stesura del lavoro ero concentrato sui dettagli, l’andamento del racconto, l’incastro delle testimonianze, quel pomeriggio ho pensato che io ricordavo esattamente perché lo avevo scritto.

Per condividere quella che era stata la mia esperienza con chi già aveva sentito parlare di Referral Marketing e per dare una risposta a tutti i professionisti e gli imprenditori alla ricerca di un cambiamento del modo in cui il mondo fa business.

 

Nuove regole o antichi segreti?

11 aprile 2018 at 12:13

Paolo Mariola – National Director BNI Italia

Si parla spesso di networking online e offline. Spesso, e volentieri, in modo contrapposto, come se si trattasse di due attività diverse e, in certi casi, inconciliabili.

Con la sempre maggiore diffusione dei social network si è assistito ad una graduale assimilazione del termine networking al termine social network.

Nel corso degli ultimi anni lo sviluppo della tecnologia ha portato a nuovi paradigmi nel mondo della comunicazione, certamente, diventata più immediata, fluida e basata sulla condivisione il tempo reale delle informazioni. Ha portato, però anche a nuove modalità di pubblicità e a quelle che sempre più vengono chiamate le nuove regole del marketing

Regole da cui oggi non si può prescindere per rimanere sul mercato ed essere visibili e competitivi.

E il mondo del networking offline? Davvero online e offline sono due mondi così diversi?

Recentemente ho avuto la conferma che non è assolutamente così. Il 16 marzo scorso ho avuto il piacere di essere relatore all’evento di David Meerman Scott, Le nuove regole della vendita e del marketing. L’evento è stato organizzato da Hi-Performance, società specializzata nell’organizzazione di corsi di formazione in Italia e all’Estero grazie ai suoi relatori di fama mondiale, e ha visto come protagonista uno dei digital strategist più famosi a livello mondiale, che ha intuito fin da subito le potenzialità dei media digitali per aziende e professionisti.

Ascoltando le parole di David Meerman Scott ho potuto capire ancora più in profondità quanto in fondo le nuove regole della vendita e del marketing affidino le loro radici in quello che è il Segreto di marketing più conosciuto al mondo, ossia il passaparola quale strumento per ottenere nuovi contatti e nuovi contratti.

Così come nel networking offline  la strategia vincente è dare prima di ricevere, allo stesso modo online dare valore aggiunto ai propri utenti rappresenta una strategia efficace. Così come comunicare il proprio messaggio in modo chiaro, univoco, rappresenta un modo più immediato per avere referenze più mirate ed essere riconosciuti dal mercato, allo stesso modo online il nostro posizionamento farà  sì che riceveremo contatti da utenti interessati al nostro prodotto o servizio.

Nuove regole quindi quelle della vendita e del marketing che prevedono però alla base sempre una componente fondamentale, per trasformarsi in nuovo business, ossia la relazione.

Che sia online o offline, tramite un contatto, una chat o uno scambio di biglietti da visita ad un evento di networking la relazione tra persone rappresenta il vero punto di svolta per trasformare un’opportunità di business in una realtà.

E’ stato quindi per me particolarmente entusiasmante trovarmi in un ambito apparentemente opposto al mio, ossia quello del networking fisico preceduto da una colazione di primo mattino, e ri-trovarmi ad ascoltare concetti che erano per me familiari e scoprire che non esiste vecchio o nuovo nel marketing, esiste il marketing che si trasforma, che si innova negli strumenti ma che ritrova le sue radici nei concetti di fiducia, di reputazione e di reciprocità.

Numeri e traguardi

7 febbraio 2018 at 11:44

Chi mi segue ormai da qualche anno sa che mi piace giocare con i numeri. I numeri, infatti, sono, per me, la rappresentazione grafica di concetti, obiettivi, progetti che sono stati realizzati o che si andranno a concretizzare nel breve o nel lungo periodo.

Ma i numeri, così come i progetti, non sono tutti uguali. Ci sono numeri che hanno un significato particolare e
che indicano traguardi raggiunti o semplicemente tappe da conservare nella propria memoria.

Il numero di questa prima parte del 2018 è sicuramente il numero 7.

Perché 7? Sicuramente perché il 2017 si è concluso con un’altra tappa del viaggio del referral marketing e delle relazioni professionali in Italia: infatti abbiamo superato i 7.000 membri BNI in Italia, chiudendo così un anno straordinario per la nostra organizzazione che ha registrato, solo in Italia, lo scambio di oltre 243.000 referenze e un volume d’affari generato di oltre 193 milioni di euro.

Numeri importanti che, oltre ad essere grandi in senso assoluto, assumono un valore relativo ancora più importante perché rappresentano lo sviluppo del giro d’affari di professionisti e imprenditori grazie alle referenze qualificate e alla costruzione di relazioni professionali forti.

Ed è proprio pensando a quest’ultimo fattore, le relazioni professionali forti, che mi viene in mente nuovamente il numero 7. Sette, infatti, sono anche i core values di BNI, i valori di cui abbiamo parlato qualche tempo fa e che guidano, da oltre 32 anni la nostra organizzazione: Givers Gain, Costruire Relazioni forti, Apprendimento Permanente, Tradizione e Innovazione, Atteggiamento Positivo, Responsabilità, Riconoscimento.

Questi 7 core values, oltre appunto ad essere i pilastri di BNI, rappresentano anche il leitmotiv di tutti i progetti che abbiamo portato avanti e delle iniziative che stiamo mettendo in pista per quest’anno che, mi auguro, sarà ancora più straordinario del precedente.

  • BNI in Italia sta diventando, ogni giorno di più, sinonimo di referenze di qualità e di networking professionale. Questo sicuramente è dovuto al metodo strutturato e comprovato ormai da oltre 30 anni ma anche, e in certi casi soprattutto, alla formazione, vero e proprio core value di BNI fin dal 1985. Formazione e meotodo insieme infatti rendono più semplice realizzare una strategia di marketing basata sulle relazioni. Una strategia di marketing fatta di incontri vis a vis, di contatti rilevanti, di strette di mano, di connessioni mirate. E il networking e il marketing online? Sicuramente il web è diventato oggi uno strumento imprescindibile per lo sviluppo del business e per distinguersi dalla concorrenza. Il segreto per avere successo? Anche qui, farlo bene, seguire un metodo, avere una strategia e…ascoltare gli esperti del settore!   Il 16 Marzo a Roma si svolgerà un evento molto importante nel panorama della formazione internazionale: David Meerman Scott, guru del marketing digitale e web strategist di Antony Robbins, sarà a Roma per una giornata di formazione sulle Nuove regole della vendita e del marketing! Approfondirà tutte le tematiche relative a come essere più efficace sul web, come farsi trovare dai clienti e come utilizzare al meglio tutti i più recenti strumenti digitali.                                                                                                      Anche BNI Italia sarà presente a questo importante evento. Infatti sono stato invitato come relatore per approfondire tutti quegli aspetti del networking offline fondamentali per una strategia di business efficace e come integrarla con gli strumenti di comunicazione online. A BNI Italia è stato riservato un prezzo speciale per la partecipazione all’evento. Riceverete a breve tutte le informazioni per l’iscrizione.
  • International Networking Week: anche quest’anno la prima settimana di Febbraio ritorna per l’undicesima edizione l’International Networking Week, la settimana internazionale del networking promossa da BNI con l’obiettivo di sottolineare e ricordare l’importanza del networking per lo sviluppo dell’attività di professionisti e imprenditori. Ogni anno il fondatore di BNI, Ivan Misner, comunica un tema per la settimana che sarà al centro di dibattiti, iniziative o eventi organizzati per l’occasione. Il tema di quest’anno è l’importanza della diversità del network di cui si fa parte. Siamo portati per natura a rapportarci più volentieri con le persone che hanno caratteristiche simili alle nostre o che conosciamo già. Diversificare il proprio network invece è la chiave per allargare la propria sfera di contatti e trovare nuovi ponti con altri universi imprenditoriali e professionali che possono trasformarsi in nuove collaborazioni. Guarda il video di Ivan Misner a questo link.
  • Conferenza Nazionale BNI Italia 2018: è con piacere che vi ricordo l’appuntamento più importante dell’anno BNI. L’11 Maggio 2018 vi aspetto a Roma per il Members’Day con la partecipazione di Graham Weihmiller, CEO BNI Int’l e per condividere momenti di networking e formazione con Membri e Director BNI da tutta Italia. (Clicca qui per registrarti alla Conferenza con la tariffa Early Booking, ndr)
  • BNI Italia e il digitale: continua il processo di digitalizzazione di BNI in Italia grazie alla nuova APP di BNIConnect disponibile su Apple Store e Google Play per scambiare referenze, registrare gac e one to one ovunque e in tempo reale. Oltre 5.000 sono stati i download dal lancio della APP (22 Novembre 2017). Un importante passo per rendere BNI sempre più fruibile anche al di fuori della riunione di Capitolo.
  • BNI e i Media: uno degli obiettivi di BNI Italia del 2017 e che porteremo avanti nel 2018 è quello di raggiungere sempre più professionisti e imprenditori parlando di Referral Marketing. Da Dicembre 2017 abbiamo iniziato una collaborazione con la rete Telenova con un programma in cui ogni settimana ho il piacere, insieme ad alcuni collaboratori, di condividere spunti e strategie di referral marketing. Per rivedere le puntate è possibile andare sulla nostra pagina facebook  o sulla pagina dedicata al programma. Inoltre BNI Italia è presente sempre di più anche sulla stampa locale e nazionale. All’inizio dell’anno su L’Avvenire, un bell’articolo parlava della nostra realtà e di come il networking professionale aiuta i professionisti e imprenditori nello sviluppo della loro attività professionale. (clicca qui per leggere l’articolo)
  • Business Voices: continuano le iniziative di Business Voices, il progetto promosso dalla BNI Foundation, a supporto dei giovani di oggi che saranno gli imprenditori di domani. Dopo il bel riconoscimento alla Region Piemonte Sud durante l’ultima Global Convention anche in altre zone di Italia stanno partendo nuovi progetti e nuove iniziative portate avanti grazie al talento, la disponibilità, la competenza e la generosità di professionisti e imprenditori. (www.businessvoices.it)
  • Power Team Drive:torniamo per un momento al 2017 per comunicare chi sono stati i vincitori del Power Team Drive 2017 (il Power Team Drive è uno speciale contest per avere all’interno del proprio Capitolo 6 nuovi Membri BNI). Complimenti ai Capitoli (in rigoroso ordine alfabetico):
    • Capitolo BNI Acaja – Region Piemonte Sud
    • Capitolo BNI Amici Miei – Region Lombardia Sud
    • Capitolo BNI Barbera – Region Piemonte Sud
    • Capitolo BNI Belvedere – Region Piemonte Sud
    • Capitolo BNI Challenge – Region Milano Nord
    • Capitolo BNI Cheese – Region Piemonte Sud
    • Capitolo BNI Eagle – Region Piemonte Sud
    • Capitolo BNI Eporedia – Region Torino Nord Est
    • Capitolo BNI Gaudenzia – Region Lombardia Nord
    • Capitolo BNI Lucca – Region Toscana Ovest
    • Capitolo BNI Mariano Comense – Region Lombardia Nord
    • Capitolo BNI Martesana – Region Milano Sud Est
    • Capitolo BNI Puccini – Region Toscana Ovest
    • Capitolo BNI Salario Trieste – Region Roma Nord Ovest
    • Capitolo BNI Savoia – Region Piemonte Sud
    • Capitolo BNI Ticino – Region Piemonte Nord-Valle D’Aosta

 

Un anno impegnativo dunque quello di BNI Italia che abbiamo iniziato, con voi, a tutta velocità e con una domanda: quale sarà il prossimo numero da ricordare?

BNI Italia goes mobile

14 dicembre 2017 at 14:49

Paolo Mariola – National Director BNI Italia

Ogni anno, in occasione del compleanno BNI, mi piace ripensare non soltanto all’anno che sta per concludersi ma anche a tutta la storia di BNI in Italia: gli inizi, i primi sviluppi, i primi Capitoli che si formavano prima a Milano e poi a Torino, fino ad arrivare ad oggi con sempre più Membri in Italia che scambiano referenze e generano business e sempre più riconosciuti anche a livello internazionale (durante l’ultima BNI Global Convention siamo stati premiati, anche quest’anno, tra le nazioni che hanno registrato il miglior sviluppo in termini di Capitoli e Membri).

Ricordo che quando iniziavo a parlare di BNI, ben 14 anni fa, una delle frasi che utilizzavo più spesso per descrivere la nostra organizzazione: network fisico. Questo per distinguere immediatamente BNI dai business social network online e per denotare il legame con concetti quali reciprocità, business e rapporti basati su relazioni professionali qualificate.

Nel corso di questi 14 anni BNI sia a livello italiano che internazionale ha fatto molti progressi in quanto organizzazione, investendo sempre di più nella formazione (sia dei Director che dei Membri), nel brand e nello sviluppo tecnologico.

Quest’ultimo in particolare ha rappresentato negli ultimi anni un elemento fondamentale anche per la gestione quotidiana delle attività di Capitolo. A livello internazionale infatti è stato avviato un processo di digitalizzazione che ha avuto come sua punta di diamante il rilascio della APP BNI Connect Mobile.

Da alcuni mesi, come sapete, BNI anche in Italia ha iniziato ad utilizzare sempre di più BNIConnect per Referenze, GAC e One to One online preparandosi ad una progressiva e graduale eliminazione di moduli e supporti cartacei.

Quale migliore occasione del compleanno per lanciare la APP anche in Italia?

Il 22 Novembre abbiamo presentato, durante la festa per i 14 anni di BNI, per la prima volta la APP BNIConnect Mobile, lanciata ufficialmente il 23 Novembre e disponibile per tutti i Membri BNI su Apple Store e Google Play.

Una APP pensata e disegnata per i Membri e per accompagnarli durante i momenti più importanti della vita di Capitolo quali lo scambio di referenze, la registrazione dei Grazie Affare Concluso, la registrazione dei One to One, e, ultimo ma non meno importante, l’invito o la registrazione dell’Ospite.

Un’innovazione, certamente, quella della APP BNI destinata a creare una vera e propria rivoluzione nella modalità di approccio a tutte le attività che fino a poco tempo fa si svolgevano durante la riunione di Capitolo.

Una rivoluzione, sì. Ma non un cambiamento di quella che è la vera essenza di BNI, che rimane sempre quel “network fisico” di cui avevo iniziato a parlare 14 anni fa. Non a caso uno dei nostri core values è tradizione e innovazione. L’uso della tecnologia, del web e del mobile è per BNI un amplificatore di quello che è il metodo strutturato, positivo e professionale che aiuta da 32 anni professionisti e imprenditori in tutto il mondo a sviluppare il proprio giro d’affari.

Invito tutti coloro che non lo avessero già fatto a scaricare la APP e ad utilizzarla per essere sempre più connessi quantitativamente e qualitativamente con Membri e Ospiti BNI.

Scarica su Apple Store: https://itunes.apple.com/it/app/bni-connect-mobile/id1212875170?mt=8

Scarica su Google Play: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.bnimobile.global&hl=it

 

Le voci del business

23 ottobre 2017 at 12:04

Paolo Mariola – National Director BNI Italia

Quando si parla di BNI si pensa a concetti quali business, networking, sviluppo di contatti. E BNI è certamente tutto questo. Un’organizzazione che aiuta professionisti e imprenditori a sviluppare il proprio giro d’affari.

C’è un’altra parola che è strettamente collegata al business: futuro. Chiunque intraprenda un’attività, artigiana,  professionale o imprenditoriale vede il futuro come una dimensione su cui investire quotidianamente energie, tempo e risorse. Il futuro è qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno, attività dopo attività, anno dopo anno.

E il futuro è una dimensione che denota fortemente chi sceglie di far parte di un’organizzazione di networking quale BNI, dove i rapporti professionali sono permeati da concetti quali fiducia, reciprocità, dinamiche che si raggiungono nel corso del tempo e non in uno spazio di pochi giorni o pochi mesi.

Allo stesso modo quello che viene definito anche da Ivan Misner uno dei 7 valori principali di BNI, givers gain prevede che all’azione immediata del dare non corrisponda immediatamente quella del ricevere, ma rappresenta il primo tassello della costruzione di una relazione tra due persone.

Un valore, questo del Givers Gain, che è troppo grande e troppo vasto per rimanere all’interno dei confini del Capitolo, di una Region o di BNI stessa. Un valore che in molti Paesi in cui BNI è presente, è uscito dall’ambito strettamente legato al business per andare incontro alle esigenze e ai bisogni delle comunità locali.

È questo il presupposto che muove tutto il progetto Business Voices, le voci del Business, che ha come obiettivo portare il givers gain e le risorse (sia materiali che temporali) di professionisti e imprenditori a beneficio dei giovani che vivono, studiano e iniziano a costruire il proprio futuro nelle comunità dove BNI è presente.

Un movimento, quello di Business Voices, che non a caso ha come motto: aiutiamo i ragazzi di oggi a diventare gli imprenditori di domani. Un movimento che si rivolge alle scuole, alle istituzioni, a tutti quegli enti che hanno come finalità ultima la crescita culturale e professionale dei ragazzi.

In Italia il progetto Business Voices è attivo da un anno e il 29 Settembre, nella bella cornice del teatro Milanollo a Savigliano, abbiamo festeggiato questa ricorrenza. La Region BNI Piemonte Sud, artefice dell’evento, è stata dall’inizio promotrice dell’iniziativa realizzando tantissimi progetti con finalità diverse (dall’acquisto di supporti per le scuole a supporti per la salute dei ragazzi durante l’attività scolastica) ma uniti da un unico spirito comune: portare il givers gain al servizio del futuro di bambini e ragazzi che rappresentano la classe imprenditoriale, professionale e dirigente di domani.

Per saperne di più su Business Voices e il suo collegamento con BNI guarda il video dell’evento al Teatro Milanollo sul rapporto tra Givers Gain e Business Voices.

Quali e dove saranno le prossime voci del business?

La “Regola” per il successo

19 luglio 2017 at 00:39

Paolo Mariola – National Director BNI Italia

Ogni mese mi fa piacere “aprire” questa newsletter con qualche contributo legato alle attività di networking professionale che caratterizzano la nostra partecipazione in BNI.

Questa volta lo spunto si origina completamente al di fuori delle tematiche classiche che condividiamo di solito con i partecipanti ai nostri capitoli, bensì dall’opportunità che ho avuto, a fine giugno, di partecipare ad un intenso momento “anche” formativo guidato dai Padri Benedettini nella piacevole cornice spirituale dell’Eremo di Monte Giove.

Organizzatore dell’evento era Massimo Folador, autore di alcuni libri molto noti dedicati al legame tra la storia del Monachesimo Benedettino e il mondo del lavoro, e di conseguenza non poteva mancare un forte risalto alla “Regola” di San Benedetto.

Qualche giorno dopo, incontrando il Comitato di Gestione e dei Membri di un Capitolo BNI ultradecennale, non particolarmente soddisfatto dei risultati complessivi raggiunti, ci siamo trovati a ridiscutere, per l’ennesima volta, di come far applicare le regole BNI per migliorare il rendimento del capitolo.

Io sono solito consigliare ai Director BNI di non chiamarle “regole” bensì “principi per il successo”. Il confronto con i Padri Benedettini di qualche settimana fa mi ha dato conferma dell’importanza di come si applica una regola. Infatti San Benedetto stesso faceva una distinzione tra “il buon zelo”, faccio mia la regola, ne riconosco l’importanza e quindi la utilizzo con convinzione, e  “il cattivo zelo”, faccio questo perché devo, non perché ne condivido l’importanza.

Ecco il messaggio che vorrei dare a tutti i Membri BNI, che dalle “regole” possono trarre vantaggio, ai Comitati di Gestione dei Capitoli, che dall’applicazione delle “regole” possono ottimizzare la soddisfazione globale, e ai Director BNI, che delle “regole” possono farvi capire l’utilità: ASCOLTATELE e fatele vostre. Indirizzatele insieme per raccogliere i migliori risultati globali.

Ascoltare è ben diverso dal sentire. Sentire significa semplicemente sensibilità a ciò che viene pronunciato e ai rumori, mentre quando si ascolta la nostra mente viene coinvolta nel captare e capire le parole che ci vengono dette.

Il valore distintivo di BNI è quello di aver creato un metodo strutturato, positivo e professionale, e nelle considerazioni fatte all’Eremo abbiamo condiviso che il metodo è l’ottimizzazione tra ciò che voglio e ciò che realizzo, è l’organizzazione del lavoro e degli spazi, ed è ben diverso dall’ideologia che, nel momento in cui diventa una fissazione da perseguire, ci fà disperdere le energie.

Non abbiamo necessità di regole a cui conformarci, altrimenti, come nel romanzo Il conformista di Moravia, diventiamo uno di quegli l’individui che rinunciano alla propria individualità, e assumono i connotati morali e comportamentali dell’uomo medio.

Ma abbiamo necessità di regole, anzi di “principi per il successo” che ci ispirino, ci guidino, ci diano un’identità specifica ma nello stesso tempo ci coinvolgano nella squadra con valori comuni.

Ascoltiamo, riflettiamo, e poi mettiamoci in azione. Aspirazione e desiderio fanno muovere il mondo.

Il Valore di BNI

7 giugno 2017 at 14:54

Dal 2011 ogni anno a Maggio si ripete per BNI Italia l’evento più importante dell’anno, ogni volta lo stesso ma ogni volta più ricco di emozioni, di contributi, di nuovi ospiti: la Conferenza Nazionale BNI Italia.

E anche quest’anno a Vicenza, dall’11 al 13 Maggio tutto questo non è mancato.

Oltre 560 Membri e Director hanno partecipato alla Conferenza BNI Italia rendendo questo evento ancora una volta unico e, come le altre 6 Conferenze, indimenticabile.

Il tema della Conferenza di quest’anno è stato incentrato sui Valori grazie agli interventi di Paolo Manocchi e Ingo Karsch che hanno trattato questa importante tematica da due prospettive diverse ma entrambe finalizzate a trasmettere concetti importanti ai professionisti e imprenditori presenti per lo sviluppo della propria attività.

Il momento più emozionante della Conferenza per me è sempre quello dell’inizio, quel momento in cui la sala si sta riempiendo, si sente il brusio delle voci dei Membri che prendono posto, si vedono i flash di macchine fotografice e di telefoni che scattano foto di gruppo vicino al palco.

Quando, durante il Members’Day, ho visto la sala del Vicenza Convention Center, piena di Membri e Director BNI, nonostante l’emozione che, come ogni anno, provo nel vedere quel pubblico davanti a me, ho riflettuto per un momento sul valore che avevo davanti agli occhi.

Parlando di BNI spesso ci si sofferma sul valore dell’iscrizione, sul valore delle referenze e del business da esse generato, su quanto vale una sedia in BNI. E BNI è sicuramente un metodo per aumentare il proprio giro d’affari ma anche, e soprattutto, un’organizzazione alla cui base ci sono valori ben definiti, senza i quali non sarebbe riuscita a diventare la più grande organizzazione mondiale di scambio di referenze.

Salendo sul palco ho percepito il valore che BNI ogni giorno dà a professionisti e imprenditori di tutto il mondo. Un valore legato ai concetti di economia collaborativa e non a quello della competizione, troppo spesso individuato come unica molla per lo sviluppo dell’attività professionale. Un valore legato al concetto del dare agli altri prima di ricevere ma non in modo disinteressato. Anzi, con un interesse ben preciso, aiutare gli altri a raggiungere i propri obiettivi di business. Un valore legato all’atteggiamento positivo, elemento fondamentale per la costruzione di relazioni professionali a lungo termine basate sulla responsabilità, elemento chiave per far sì che gli incontri di Capitoli siano proficui in termini di business e non semplici incontri tra amici. Un valore legato al fatto che questa organizzazione fin dal 1985 ha sempre mantenuto la stessa struttura, la stessa agenda, gli stessi elementi fondamentali che costituiscono la sua tradizione ma non ha mai rinunciato all’innovazione, sia tecnologica che in termini di nuove iniziative a supporto dei propri Membri e dei Director i quali, grazie all’apprendimento permanente, possono essere sempre aggiornati su come fare networking in modo più efficace e proficuo per la propria attività. Un valore che si basa in ultimo, ma non per questo meno importante, sul riconoscimento, sul mettere in luce chi lavora per il gruppo portando referenze, ospiti e contribuendo al successo professionale dei Membri del proprio Capitolo.

Tutte queste componenti, che rappresentano i core values di BNI, sono quelle fondamenta che permettono da 35 anni a professionisti e imprenditori di  parlare lo stesso linguaggio delle referenze e di riconoscersi in un’unica mission che sta cambiando il modo in cui il modo fa business con due semplici parole: Givers Gain.

Le buone abitudini del networking – Follow up

14 aprile 2017 at 09:06

 Paolo Mariola – National Director BNI Italia

Si parla sempre di più di networking. Quando veniamo invitati ad eventi (sia professionali che di altro genere) vediamo sempre più spesso la parola networking oppure la frase “opportunità di networking”.

Un’attività ormai diventata fondamentale per professionisti e imprenditori che negli ultimi anni si sono resi conto di quanto la rete di contatto e la profondità delle relazioni professionali siano delle vere e proprie leve strategiche per la loro attività.

Ma cosa rende il networking davvero efficace? La costanza, sicuramente.  Anche l’attitudine alle relazioni rappresenta un valore aggiunto. Gli elementi vincenti però che trasformano il networking in uno strumento indispensabile per l’aumento del giro d’affari sono le abitudini, anzi le buone abitudini. Nonostante il networking sia un’attività dinamica, tipica di persone sempre in movimento e connesse con il mondo esterno, si basa sulla corretta ripetizione di attività che hanno l’obiettivo di aumentare la sua efficacia ed efficienza.

Non pensiamo però ad una lista lunghissima, ad un elenco di attività infinito. Il networking si basa su poche abitudini, semplici da seguire. Nel corso dei prossimi mesi vedremo quali sono queste abitudini e alcuni esempi pratici per metterle in pratica al meglio. Partiamo quindi dalla fine. Sì, esattamente, dalla fine. In questo post infatti vedremo l’importanza del follow up. Molto spesso, quando si pensa al networking, ci si concentra solo sul singolo evento cercando di entrare in contatto con quante più persone possibili in sala o di ottenere l’attenzione di persone che conosciamo e con cui vogliamo approfondire la relazione professionale. In realtà una delle parti più importanti del networking è quella che arriva alla fine dell’evento, dopo lo scambio dei biglietti da visita e dei contatti e dopo la prima presentazione sulle rispettive attività: il follow up. Essere costanti nel follow up, farlo diventare una delle nostre abitudini al pari di portare sempre i biglietti da visita con sé, farà sì che il processo referenziale diventi più veloce e la relazione professionale più profonda. E chi meglio del massimo esperto mondiale di networking può darci dei preziosi consigli su come essere costanti e rendere questo processo una buona abitudine?

Durante l’International Networking Week Ivan Misner ha parlato del metodo 24/7/30. Non si tratta di una data, del 24 luglio 2030 ma di un metodo per il follow up basato su intervalli di tempo ben definiti che vi aiuteranno ad essere ricordati dalle persone che avete incontrato.

24 ore è l’intervallo di tempo massimo che deve trascorrere tra il primo incontro vis a vis e un primo contatto scritto. Questo contatto può avvenire in diversi modi. Potete usare un biglietto scritto a mano oppure una mail, in pratica qualsiasi metodo che usate con dimestichezza ma che avrà l’indubbio vantaggio di farvi diventare ricordabili per i vostri contatti.

7 giorni è invece il periodo di tempo per entrare in contatto sui social network. La maggior parte delle informazioni sulle persone con cui vogliamo entrare in contatto passano, si sa, dai social network. Quindi seguiamo i nostri contatti, chiediamo la connessione tramite LinkedIn. Potremo non soltanto restare in contatto ma anche e, soprattutto, capire di più sulla loro vita professionale (e non solo!).

Tutto qui? Certamente no! Dopo 30 giorni è il momento di passare nuovamente dall’online all’offline. Chiamate il vostro contatto per fissare un incontro in cui parlare delle vostre professionalità, capire le eventuali sinergie e trovare nuove opportunità di business reciproco.

Un metodo semplice quello del 24/7/30, che, come tutti i metodi semplici, si rivela efficace solo se non viene applicato come mezzo per concludere una vendita ma per costruire una relazione e aggiungendo due componenti fondamentali: la pazienza e la costanza.

Vuoi saperne di più sul metodo 24/7/30? Guarda il video di Ivan Misner

Ricostruiamo dopo il terremoto

2 marzo 2017 at 14:31

Paolo Mariola – National Director BNI Italia

Chi fa parte di BNI sa molto bene che una delle frasi che caratterizzano la nostra organizzazione è Givers Gain (Chi dà, riceve). Questa frase per BNI, fin dai suoi esordi nel 1985, è stata sempre ben più di un semplice slogan.

Paolo Mariola con Gabriele Paoloni e il Dirigente Scolastico Dott.ssa Patrizia Palanca.

È un vero e proprio core value ossia uno dei valori fondanti di BNI, uno degli elementi che, prima dell’agenda, del metodo, delle referenze o dei grazie affare concluso, caratterizza la sua mission e la sua vision.

Il Givers Gain è un core value che si applica in tutti i campi, al di là dell’incontro di Capitolo o dei confini della region. In quest’ottica, in seguito al terremoto che ha colpito a fine Agosto le popolazioni di Lazio, Marche e Abruzzo, BNI Italia ha deciso di fare la sua parte con l’iniziativa Ricostruiamo dopo il Terremoto tramite il fondo BNI Italia di Fi.DO Onlus (Fondazione Italia per il dono).

Obiettivo di Ricostruiamo dopo il terremoto è quello di aiutare in modo concreto e tangibile chi a causa del sisma di Agosto e delle scosse che, purtroppo, continuano ad insistere sul territorio, ha perso la casa, l’attività commerciale, in poche parole la propria quotidianità.

Grazie a Ricostruiamo dopo il Terremoto sono stati raccolti oltre 8.000 euro che ho avuto l’onore e l’emozione di poter consegnare personalmente, durante la mia prima visita nelle Marche, a Gabriele Paoloni, Executive Director BNI e alla Dottoressa Patrizia Palanca, dirigente scolastico degli Istituti Comprensivi delle zone colpite dal sisma.

Il mio personale ringraziamento va a tutti i Membri e Director BNI Italia, a tutti coloro che hanno deciso di donare per questa causa così importante e che tocca da vicino la realtà personale e imprenditoriale del nostro paese e a tutti coloro che decideranno di donare per questa semplice ma importante causa: ricostruire insieme un pezzo di normalità.

 

Per dare il proprio contributo all’iniziativa è possibile visitare il sito BNI Italia 

Gruppo o Team?

30 gennaio 2017 at 15:02

Paolo Mariola – National Director BNI Italia

Un team non è un gruppo di persone che lavora insieme. Un team è un gruppo formato da persone che si fidano l’una dell’altra.

Mentre tornavo in aereo da una conferenza negli Stati Uniti mi è capitato sotto gli occhi un articolo di Simon Sinek:  Growing Together (Crescere insieme, ndr) che citava questo titolo.

Riflettendo su come Sinek riusciva in modo sintetico, ma estremamente efficace, a descrivere la definizione di
team, la mia mente è subito andata all’immagine di un quadro che, da ex giocatore di rugby, ho fortemente voluto nel mio ufficio: una mischia mentre si appresta ad andare a “cozzare” contro quella avversaria, la loro concentrazione e i loro sguardi sono rivolti solo verso gli avversari, perché sono ben consci che l’impegno dei loro compagni di squadra è finalizzato a sorreggerli e a metterli in condizione di vincere la sfida e raggiungere il loro obiettivo comune.

E tali alle dinamiche sono anche alla base dei gruppi di networking, come i nostri capitoli BNI, dove regna come protagonista indiscusso il concetto di fiducia.

Ho ripensato al concetto di referenza, parola che fin dal suo più profondo significato etimologico implica un atto di fiducia nei confronti della persona che stiamo referenziando ad un nostro contatto. Non a caso, nel nostro libro “Realtà o Illusione”, Ivan Misner afferma: Quando date una referenza, date via una piccola parte della vostra reputazione.

Ho ripensato al concetto che ci identifica, givers gain, vero e proprio standard BNI e che implica come prima fase quella di fidarsi dell’altro, in questo caso del collega di capitolo. Fidarsi del fatto che, all’interno di un capitolo BNI, i colleghi Membri condividano il valore del dare prima del ricevere.

Ho ripensato a quella che, sempre Ivan Misner, definisce la migliore tra le tipologie di referenze possibili: “win win win” (chi riceve la referenza ma anche chi la da e chi riceve il prodotto/servizio).

Ed ecco perché il capitolo BNI non può essere definito semplicemente un gruppo, in quanto, per concludere con le parole di Sinek, i Membri si prendono cura gli uni degli altri e vogliono che ognuno di loro abbia successo